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VOLANTINO ESTATE 2012 Nella sezione "Giornalino e documenti" abbiamo pubblicato il volantino con la presentazione dei campi estivi 30-04-2012
CALENDARIO ANNUALE 2012-2013 Pubblicato il calendario annuale 2012-2013
CALENDARIO ESTIVO 2012 Pubblicato il calendario per l'estate 2012
CALENDARIO 2011-2012 Pubblicato il calendario annuale 2011-2012
VOLANTINO 2011-2012 Nella sezione documenti trovi il volantino con il programma annuale 2011-2012 27-09-2011
tutte le news 
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15-06-2012 15-21 Giugno: 6 Giorni Medie Prima e seconda Media Crissolo
22-06-2012 22-28 Giugno: 6 Giorni Medie Prima e seconda Media Crissolo
28-06-2012 28 Giugno-4 Luglio: 6 Giorni superiori Prima e seconda Superiore Crissolo
Calendario completo 
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Con linguaggio semplice, per i più piccoli, i ragazzi delle medie, traduciamo le finalità dell’associazione
dicendo loro che è tutta questione di amicizia, di allegria e di anima.
Tra le tante possibilità di riassumere (e verificare) il messaggio che cerchiamo di trasmettere
ai ragazzi, ci piace scegliere una “griglia” semplice e sintetica: io, Lui, loro.
Io: è l’invito
a conoscere se stessi, ad accettarsi, ad aprire gli occhi e il cuore verso ciò che siamo chiamati
a diventare, a scoprire e ad usare gli strumenti per crescere e costruirsi.In un clima di verità,
di gioia, di speranza.
Lui: è l’invito a scoprire Dio presente nella propria vita e ad entrare
in familiarità con Lui. In un clima di libertà, di concretezza, di fiducia, di gioia.
Loro: è l’invito
a entrare in relazione con gli altri, umanamente e spiritualmente, per essere davvero se stessi,
per maturare come persone: nel mondo, nella storia, nella Storia della salvezza.
Ai ragazzi delle superiori e ai giovani dell’età immediatamente successiva, dai 20 ai 25 anni,
proponiamo un cammino di ricerca interiore, umana e spirituale, alla scoperta gioiosa di sé e del
vero volto del Dio di Gesù Cristo, in vista di uno stile di vita fondato sulla fede cristiana e
sull’amore fraterno, aperto al servizio degli altri e della Chiesa.
Il programma si pone, ovviamente,
in continuità con quello svolto con i preadolescenti, anche se cambiano le tematiche, i linguaggi e i metodi.
Non è facile cogliere in profondità le esigenze dei ragazzi del nostro tempo e dare loro risposte
educative adeguate, a causa dei continui mutamenti culturali ai quali siamo soggetti e che essi vivono
per primi. Perciò ci sentiamo impegnati a ripensare, ogni anno, le proposte di riflessione, gli schemi e
il progetto delle «sei giorni». Questo continuo e appassionato lavoro ci costringe ad essere sempre attenti
alle reali situazioni dei ragazzi, alle loro domande, sofferenze e risorse, che verifichiamo ogni volta durante
l’estate trascorsa con loro.
Ci ispiriamo agli studi sull’animazione culturale applicata alla pastorale così come si è sviluppata in
questi anni, in particolare grazie alla rivista “Note di pastorale giovanile”. Nella riscrittura dei campi
estivi, inoltre, teniamo sempre presenti i documenti ecclesiali, soprattutto quando si rivolgono ai giovani
e agli adolescenti, e le proposte di riflessione del servizio nazionale di Pastorale Giovanile.
Possiamo però affermare che la principale fonte dei nostri continui ripensamenti (spesso anche faticosi),
sono gli incontri personali, le chiacchierate, i test anonimi realizzati durante tutta l’estate con i ragazzi
che partecipano alle nostre esperienze, in modo da farli diventare davvero i protagonisti, i soggetti, e non
solo gli inconsapevoli fruitori.
Nella Città sul Monte i ragazzi incontrano degli adulti che hanno scelto l’impegno educativo come
dimensione fondamentale della vita: genitori, preti, insegnanti e non solo. A Crissolo, scherzando un po’,
li chiamiamo i “vecchi”. È un incontro fondamentale, che offre a molti adolescenti un punto di riferimento
forte e positivo, a volte decisivo, in un momento importantissimo della vita.
Nel metodo educativo della Città sul Monte ha però uno spazio tutto speciale la presenza dei giovani
animatori, ognuno dei quali segue un piccolo gruppo di ragazzi in ogni momento della giornata: giochi,
passeggiate, pasti, momenti formativi, preghiera. Sono gli indispensabili anelli di congiunzione tra gli adulti e i
ragazzi. Per i ragazzi sono quello che gli adulti non possono essere: un modello di vita, una testimonianza
cristiana vicina e concreta.
Li chiamiamo con un nome strano inventato appositamente per loro tanti anni fa, i “pentecucia” (viene dalla
fusione tra le parole pentecoste e fiducia). Sono ragazzi anche loro, dalla terza superiore in su. Alcuni
provengono direttamente dal cammino formativo della Città sul Monte, altri sono animatori di gruppi parrocchiali
che accompagnano i propri ragazzi. Alcuni, ormai grandi e inseriti nel mondo del lavoro, ogni anno prendono giorni
di ferie appositamente per partecipare almeno ad una «sei giorni» come “pentecucia” o “grande capo” (così chiamiamo
i coordinatori dei turni).
“Vecchi” e “pentecucia” vivono insieme i campi in mezzo ai ragazzi, confrontandosi quotidianamente in spirito
di stretta collaborazione. Il campo estivo è un grande momento di formazione e di avventura spirituale anche
per ciascuno di loro.
Il complesso in cui si svolge la quasi totalità delle nostre iniziative è situato in valle Po, a Crissolo
(1450 metri di altezza, circa 80 chilometri da Torino) ed è di proprietà della parrocchia di Revello,
in diocesi di Saluzzo. È stato recentemente ristrutturato e adeguato alle norme di sicurezza richieste dalla legge.
Comprende un edificio principale e due fabbricati minori.
A piano terra abbiamo la cappella, due sale da pranzo, la cucina, il bar interno, un utilissimo porticato,
una piccola sala giochi con calcetto e ping-pong; al primo piano il grande salone riunioni (ci si sta anche in 200).
Intorno alla casa un ampio cortile, con campetto per la pallavolo; il campo per i grandi giochi e per il calcio;
ci sono anche utili zone verdi e una zona parcheggio.
Le camere, al primo e al secondo piano, sono arredate con letti a castello per un totale di circa 140 posti.
Ciascun piano ha due blocchi di servizi e un locale docce, con acqua calda sempre disponibile.
La casa è dotata di un efficiente impianto di riscaldamento.
L’alta valle del Po offre un bell’ambiente di montagna, dominato dal Monviso, il “re di pietra”.
Da Crissolo si sale al Pian della Regina e poi al Pian del Re, da cui alpinisti ed escursionisti
partono per raggiungere mete più o meno impegnative: il Rifugio “Quintino Sella”, i laghi del Monviso,
le cime della cresta che chiude il magnifico panorama.
Nel programma dei campi estivi c’è sempre del tempo anche per camminare insieme in montagna,
in allegria ed amicizia, alla scoperta delle meraviglie della natura.
Per i campi estivi vengono fissate ogni anno delle giuste quote di partecipazione.
Al di fuori di qualunque scopo di lucro, si cerca soltanto di coprire i costi; nonostante
che le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria della casa siano tutt’altro che lievi,
le quote sono sempre molto contenute. Anche i responsabili dell’Associazione e gli adulti impegnati
nella gestione dei campi pagano il costo del vitto. Ci aiutano le offerte di alcuni amici,
un piccolo contributo percepito attraverso l’associazione “Noi Torino” e una modesta attività commerciale accessoria:
nei periodi liberi dalle attività della Città sul Monte (in agosto e a settembre, a Capodanno, in alcuni fine settimana),
la casa di Crissolo è disponibile come “casa per ferie” per soggiorni - a prezzi adeguati - di gruppi parrocchiali,
scolastici, sportivi, e famiglie.
L’ospitalità è accogliente e familiare: il cibo è semplice, sano e abbondante; c’è anche la merenda a metà pomeriggio.
Sempre disponibile un’assistenza infermieristica, anche medica se il caso.
Un gruppo di persone, diretto dalla signora Carla Bestoso, che fin dall’88 ci offre la sua preziosa collaborazione,
garantisce l’ordine nella casa e l’efficienza del servizio.
Le quote dei campi estivi comprendono pure il viaggio in pullman appositamente noleggiati, che prelevano i ragazzi
nelle varie località di provenienza, o il più vicino possibile.
I campi estivi iniziano a metà giugno, appena finiscono le scuole.
Ogni campo è indirizzato ad una età specifica e ha un programma tutto studiato per quell’età: per questo raccomandiamo
di non mandare ragazzi di età diversa.
L’età è indicata con un riferimento alle classi scolastiche (quelle frequentate nell’anno scolastico appena terminato),
a partire dalla prima media. Per venire incontro a varie esigenze, alcuni campi sono dedicati a più classi riunite insieme:
in questi casi però i programmi formativi sono diversificati, con momenti separati per ciascuna classe.
Ogni estate, da vent’anni a questa parte, ha visto una decina di campi e un migliaio di partecipanti.
I numeri più alti sono stati i 1356 (tra ragazzi, animatori e adulti) de1 1986 e i 1318 del 2004;
il minimo (sempre degli ultimi vent’anni) sono stati i 999 del 2001.
Dal 1978 a oggi sono più di tredicimila le persone che hanno partecipato almeno a un campo o
a un ritiro della Città sul Monte. E negli ultimi dieci anni sono circa 90 le parrocchie grandi
o piccole che ci hanno mandato gruppi piccoli o grandi di ragazzi; a cui bisogna aggiungere una
trentina di realtà non parrocchiali (gruppi scolastici, gruppi di famiglie, associazioni).
La Città sul Monte è nata nel 1978 da un’iniziativa che non aveva, allora, alcun futuro prefissato.
Un piccolo gruppo di insegnanti di scuola media, tra i 30 e i 60 anni, professori di lettere,
matematica o religione, laici e preti, di varie scuole piemontesi: Carlo Negro detto Karlin e
don Dino Campiotti della Morandi di Novara, don Nino Salietti della Nigra di Torino, Francesco Barbero
della media di Gassino Torinese, Luciano Carta della Nievo di Torino, Sandro Piccione della media di Pianezza,
Carlo Rovera della Giovanni XXIII di Alba; con loro anche un professore già in pensione, don Giovanni Barella
di Torino,
che tanti conoscono come don Ba. Li uniscono una lunga amicizia, l’amore per i ragazzi, l’esperienza comune
di educatori,
e la fede cristiana. L’idea di tentare insieme un’avventura nuova. Una proposta ai loro alunni di terza media
quasi finita,
ciascuno ai propri, a tu per tu, per dopo l’esame: “Andiamo insieme sette giorni in montagna, a cercare Dio”.
Andò bene, sì: un piccolo albergo a Goglio di Baceno in Valdossola con la sala da pranzo che diventava
sala conferenze e un garage trasformato in cappella, 120 ragazzi e ragazze, un cammino di ricerca,
di scoperta, di vita.In molti, Dio lo incontrarono davvero.
Non si poté non continuare.
L’estate successiva con gli stessi ragazzi, ora ex-allievi, di prima superiore;
ma anche con un altro turno per i nuovi alunni di terza;
e altri due, dal momento che l’idea era buona,
per quelli di prima e per quelli di seconda; entrando in collaborazione con le parrocchie vicine alle scuole.
E poi ancora, nelle estati successive; dopo l’albergo di Goglio, dall’81, una casa per ferie di Clavière in Val di Susa.
E anche durante l’anno, proponendo dei ritiri spirituali di sabato e domenica, in varie località. E dall’88 a Crissolo,
Valle Po, in una casa tutta per noi: occorre un contratto d’affitto, e allora si va dal notaio e si
costituisce un’associazione, bisogna darle un nome, si sceglie “La Città sul Monte”. E la storia continua.
Da quel lontano 1978, molte cose sono cambiate.
Don Nino non più insegnante da molti anni, ma direttore del Centro Diocesano Vocazioni e
direttore spirituale del Seminario minore, ha l’incarico di consigliere spirituale della Città sul Monte, a
ffidatogli dall’Arcivescovo di Torino che nel 1996 l’ha riconosciuta anche canonicamente come “associazione
privata di fedeli”; Francesco Barbero, che tutti chiamiamo Cichin, professore di lettere da poco in pensione,
è presidente dell’Associazione; Sandro Piccione, Sandrin per gli amici, insegna matematica al Cattaneo di Torino,
liceo scientifico, è vice-presidente.
Continua, vivacissima, la presenza di amici novaresi: don Franco Finocchio e don Alberto Agnesina, insegnanti di
religione al liceo Antonelli, don Andrea Mancini coadiutore nella parrocchia di san Francesco, don Maurizio Medina,
don Massimo Martinoli, don Fabrizio Scopa e altri ancora. L’Ufficio di Pastorale giovanile della diocesi di Novara
da anni propone alle parrocchie l’esperienza della Città sul Monte tra le possibili iniziative per l’estate.
Uno dei ragazzi di terza media del 78, Claudio Roberto, è diventato insegnante di religione ed è sempre con noi,
insieme con sua moglie Meri Vacchina (tre figlioletti permettendo); e progressivamente negli anni molti
dei ragazzi cresciuti con noi sono entrati a far parte dell’Associazione come membri attivi e indispensabili:
Pietro Mantelli, insegnante di fisica e papà di due bimbi, è il segretario; Roberto Marciano, tecnico informatico,
Francesco Bertolo, veterinario, Claudia Suppo, fisioterapista, ed Elisa Nardi, consulente d’impresa, fanno parte
del consiglio direttivo...
E ci sono ancora, tra i meno giovani, Ernesto Ronco, assicuratore e sei volte nonno, Aldo Ghiazza (detto Tigre),
Giovanni Pent (dottore in agraria), Giorgio Giachetti (ingegnere e imprenditore);
tra i più giovani Riccardo Pasotti
(papà di due bimbi), Paola Camino (insegnante di religione), Beppe Tipaldo, Maria Paola e Michele Barbero,
Christina Scarmato, Francesco Bracciani (avvocato e papà), i coniugi Marzia Butano e Rodolfo Caniglia (insegnanti),
Angela Palmieri e Leonardo Rondoni, Cristian Li Pira, Carlotta Macerollo, Carlotta Pigella, Alessandra Smarra,
Giovanni Tiso, Fabiana Mattiola, Davide Gallo, Martina Delli Santi, Violante Massari, Elena Ozzimo, Alessandra Gomiero,
Paolo Gilardi, Alberto Racca… L’impegno di tutti è organizzato in gruppi di lavoro, che chiamiamo commissioni,
ciascuno dei quali ha il compito di pensare e realizzare un servizio specifico: le attività per i ragazzi delle medie,
quelle per i ragazzi delle superiori e oltre, la preparazione dei giovani animatori, il giornalino di collegamento,
il dialogo con le parrocchie e con le altre realtà ecclesiali, gli aspetti economici e tecnico-organizzativi.
La dimensione scolastica della proposta non è più la principale: oggi la partecipazione più importante e
numerosa è quella di gruppi parrocchiali, con i loro sacerdoti ed animatori, che collaborano attivamente; sono con
noi tutte le volte che possono don Efisio Edile e don Alberto Livi, parroco e viceparroco di Giaveno, Don Giancarlo Airola,
parroco di Nole, don Riccardo Baracco, parroco di Pino Torinese. Costante è la presenza, per la liturgia penitenziale,
di decine di sacerdoti, primo fra tutti l’amico don Luigi Destre, parroco di Crissolo.
Ma nomi e ruoli non sono la cosa più importante: la Città sul Monte rimane soprattutto un gruppo di amici al
servizio di Dio, della Chiesa, dei ragazzi.
La Città sul Monte vuole vivere e far vivere tre dimensioni fondamentali della proposta cristiana:
l’educazione, l’evangelizzazione, l’ecclesialità.
La Città sul Monte non intende però inserirsi nella Chiesa come un movimento. È un’associazione,
ma ai ragazzi e ai giovani che partecipano alle sue attività non propone di far parte dell’Associazione;
non propone nessuna appartenenza, se non alla Chiesa stessa. Per partecipare è sufficiente la disponibilità
interiore al cammino educativo proposto. Poi è successo, tante volte, che alcuni abbiano vissuto
l’esperienza per anni e siano entrati a far parte dell’associazione; altri invece si sono orientati
in altri campi; molti, grazie all’esperienza fatta, hanno scoperto, o riscoperto, il valore dell’impegno in parrocchia.
La Città sul Monte può essere definita un «centro di servizi di formazione e di evangelizzazione».
In tale veste è, per esempio, presente nella Consulta della Pastorale giovanile della diocesi di Torino.
In questo organismo essa rivela la sua duplice anima: quella di essere da un lato come un «progetto»
elaborato con i responsabili di diverse parrocchie e dall’altro come l’impegno di un gruppo di educatori
cristiani attivi negli ambienti della vita giovanile (in particolare la scuola) in vista di un primo annuncio
e di un progressivo inserimento dei ragazzi nei gruppi parrocchiali.
L'impegno più consistente della Città sul Monte è sempre quello delle sue origini: far vivere a dei ragazzi,
dall'età delle medie in su, un momento intenso di avventura spirituale, in montagna, d'estate. Sono i "campi"
estivi, che noi chiamiamo semplicemente «cinque giorni» o «sei giorni». Si aggiungono poi, come continuazione
e completamento, alcuni momenti formativi durante l'anno (fine settimana e vacanze natalizie).
Queste proposte sono offerte anzitutto ai gruppi parrocchiali. Poi anche agli insegnanti il cui impegno educativo
va oltre a quello strettamente scolastico; e direttamente alle famiglie, ai ragazzi e ai giovani che si passano
parola avendo conosciuto la Città sul Monte.
La Città sul Monte non propone dunque un cammino educativo continuo, che i ragazzi possono invece trovare nelle
comunità parrocchiali, ma mette le sue capacità nell'organizzazione dei “momenti forti” che possono avviare e sostenere questo cammino.
Le mete e gli itinerari educativi di questi “momenti forti” fanno riferimento agli scopi che l’Associazione si prefigge:
un profondo rispetto delle esigenze e del momento di crescita del ragazzo; un aiuto concreto alla sua maturazione
umana e al suo bisogno di valide relazioni interpersonali; un annuncio esplicito di Cristo rivelatore del vero volto
del Padre e del vero volto dell’uomo; una iniziazione semplice al Vangelo, all'Eucaristia quotidiana, alla Festa
del perdono, alla preghiera personale e comunitaria; una continua riscoperta, fatta di stupore e di gioia, dell’amore
di Dio che chiama ciascuno per nome; una ricerca del proprio posto nel mondo e nella Chiesa;
una festosa vita di Chiesa insieme a coetanei, fratelli grandi (gli animatori), adulti (papà, mamme, insegnanti, catechisti), anziani,
laici, religiosi/e, preti; una sana mescolanza di gioco e di preghiera, di vita in casa e di passeggiate in montagna,
di momenti di silenzio e di allegro e rumoroso stare insieme, di dialogo personale e di confronto in gruppo o in assemblea, e così via.
Le proposte della Città sul Monte sono particolarmente dedicate alle parrocchie che non hanno
la possibilità di organizzare campi estivi o ritiri parrocchiali. Però possono essere prese
in considerazione da tutte le parrocchie per almeno due motivi: perché permettono ai ragazzi
di incontrare ragazzi e animatori di parrocchie, città e diocesi diverse e lontane, allargando i
confini della loro esperienza di fede; e perché sono frutto dell’unione di molte energie e competenze,
che possono realizzare un’offerta educativa qualificata.
I ragazzi e gli adolescenti dei gruppi parrocchiali vengono accompagnati dai loro animatori, giovani o
adulti,
che si inseriscono attivamente con naturalezza nella vita dei campi estivi come degli altri
incontri formativi. È sempre preziosa la presenza di catechisti o suore, e soprattutto dei sacerdoti
che riescono ad essere presenti.
L’invito alle parrocchie non riguarda soltanto la partecipazione, ma anche la progettazione e la preparazione
delle attività. I responsabili parrocchiali possono inserirsi in pieno in questo lavoro, insieme con i
componenti delle commissioni della Città sul Monte, diventandone protagonisti.